Sindrome coronarica acuta: l'antibiotico Gatifloxacina non previene l'infarto miocardico


Studi avevano ipotizzato che la Chlamydia pneumoniae fosse un fattore di rischio per l'aterosclerosi.

Lo studio PROVE IT-TIMI 22, coordinato da Ricercatori del Brigham and Women's Hospital di Boston, ha dimostrato che un trattamento di lunga durata a base di antibiotici con l'obiettivo di uccidere la Chlamydia pneumoniae non riduce l'incidenza di infarto miocardico o il rischio di malattia cardiovascolare.

Lo studio PROVE IT ha arruolato 4.162 pazienti ospedalizzati entro 10 giorni a causa di una sindrome coronarica acuta.

A circa la metà dei pazienti è stato somministrato l'antibiotico Gatifloxacina in cicli di 10 giorni al mese per due anni.

I pazienti trattati con l'antibiotico presentavano lo stesso rischio di eventi cardiaci di quelli trattati con placebo.

Lo studio PROVE IT-TIMI 22 ha anche confrontato due regimi a base di statine, dimostrando una maggiore riduzione della mortalità o di eventi cardiaci maggiori nei pazienti trattati con una strategia molto più intensiva nella riduzione del colesterolo.( Xagena_2004 )

Fonte: ESC, 2004




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