Il trattamento con beta-blocanti è associato ad una riduzione della mortalità nel lungo periodo anche nei pazienti che non incontrano i criteri dello studio MERIT-HF


Diversi studi clinici hanno mostrato un miglioramento della prognosi tra i pazienti con insufficienza cardiaca sistolica cronica trattati con beta-bloccanti.
Tuttavia nella clinica pratica solo una parte dei pazienti incontra i criteri di inclusione di questi studi clinici.

I Ricercatori dello studio HELUMA hanno valutato se la riduzione della mortalità da parte dei beta-bloccanti potesse essere raggiunta nei pazienti che presentavano uno o più criteri di esclusione dello studio MERIT-HF.

Lo studio ha riguardato 975 pazienti con insufficienza cardiaca sistolica cronica, arruolati in modo consecutivo tra gennaio 1995 e giugno 2004.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno che incontrava i criteri di inclusione dello studio MERIT-HF ( n = 278; 60% dei pazienti trattati con beta-bloccanti ) e quelli che non li incontravano ( n = 397; 51% dei pazienti trattati con beta-bloccanti ).

I criteri di esclusione dello studio MERIT-HF nel gruppo di pazienti che non incontrava i criteri erano i seguenti: infarto miocardico acuto: 9.6%; pressione sistolica < 100mmHg: 7.5%; malattia polmonare ostruttiva cronica: 33.2%; altre gravi malattie potenzialmente limitanti la prognosi: 16.9%; impianto di un defibrillatore ( ICD ), intervento di bypass, PCI ( intervento coronarico percutaneo ), trapianto di cuore: 17.1%, 15.9%, 7.8% e 4.8%, rispettivamente.

Il periodo medio osservazionale è stato di 31.3 mesi.

La mortalità per tutte le cause è risultata significativamente ridotta dal trattamento con beta-bloccanti non solo nei pazienti che incontravano i criteri ( hazard ratio, HR = 0.52 ) ma anche in quelli che non incontravano i criteri MERIT-HF ( HR = 0.72 ). ( Xagena_2005 )

Jost M et al, Eur Heart J 2005; 26: 2689-2697




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